
Dal 7 marzo al 15 giugno 2026, il Château-musée Grimaldi apre le sue sale alla mostra Alexis Gritchenko, un peintre vagabond, un’esposizione che rende omaggio a una figura singolare e cosmopolita del Novecento europeo: Alexis Gritchenko. Pittore, teorico e instancabile viaggiatore, Gritchenko ha intrecciato la propria vicenda artistica con quella del Mediterraneo, trovando in Cagnes-sur-Mer un luogo di elezione e di ispirazione duratura.
Nato nel 1883 a Krovoletz, in Ucraina, l’artista giunse a Cagnes-sur-Mer nel 1927 insieme alla moglie Lilas de Maubeuge. Dopo anni di spostamenti tra l’Europa e il mondo, il borgo della Costa Azzurra divenne per la coppia un punto di approdo stabile, dove Gritchenko visse e lavorò fino al 1960. Qui, lontano dalle steppe della sua infanzia ma fedele alla memoria delle origini, l’artista sviluppò una pittura profondamente personale.
“Venuto dalle steppe”, come amava definirsi, Gritchenko considerava il Mediterraneo la sua “vera patria”. Per oltre trent’anni, Cagnes-sur-Mer alimentò la sua ricerca: porte, giardini, scorci urbani e paesaggi diventano motivi ricorrenti di una pittura attraversata da una riflessione costante sulla luce, sul colore e sullo spazio, in equilibrio tra nostalgia e appartenenza ritrovata.
La mostra assume un valore particolarmente simbolico perché si svolge negli stessi ambienti che accolsero l’artista come espositore durante la sua vita, riaffermando il suo ruolo nella storia culturale locale. Il percorso espositivo riunisce opere provenienti da collezioni private, da due musei francesi e, in via eccezionale, dal Musée national d’Art d’Ukraine, offrendo al pubblico una visione ampia e articolata del suo lavoro.
Attraverso dipinti, paesaggi e composizioni intimamente legate ai luoghi vissuti, l’esposizione invita a riscoprire un artista il cui itinerario umano e creativo — dalle terre ucraine alle rive del Mediterraneo — si intreccia profondamente con la storia di Cagnes-sur-Mer.
Un viaggio pittorico e biografico, in cui l’opera di Gritchenko diventa racconto di migrazione, identità e radicamento, e in cui i luoghi ispiratori dialogano con la memoria di un grande maestro errante del Novecento.