Pubblicato il 5 Novembre 2026 da Redazione in Attualità, Attualità a Monaco, Monaco, Sport a Monaco

Sport sicuro per bambini e ragazzi: i ministri europei approvano una risoluzione a Monaco

Al Grimaldi Forum si è svolta la 19ª Conferenza dei ministri dello Sport del Consiglio d’Europa. Il Principe Alberto II e la Principessa Charlène hanno ribadito la necessità di tutelare la salute fisica e psicologica dei giovani atleti, prevenendo pressioni eccessive, violenze e abusi.
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Immagine Sport sicuro per bambini e ragazzi: i ministri europei approvano una risoluzione a Monaco

La sicurezza dei bambini e degli adolescenti deve essere una priorità in ogni ambiente sportivo. Club, associazioni e federazioni sono chiamati a garantire luoghi in cui i più giovani possano allenarsi, divertirsi e crescere senza subire pressioni psicologiche, discriminazioni, violenze o abusi. È il principio al centro della 19ª Conferenza dei ministri responsabili dello Sport del Consiglio d’Europa, che si è tenuta il 3 e 4 novembre 2026 al Grimaldi Forum di Monaco.

L’incontro, organizzato nell’ambito della presidenza monegasca del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, ha riunito circa 300 partecipanti, tra cui 25 ministri e segretari di Stato. Il tema scelto, «Uno sport più sicuro e sano per tutti i bambini», ha posto al centro del confronto la protezione dei minori, il benessere psicologico e la responsabilità delle organizzazioni sportive.

Al termine dei lavori, i rappresentanti degli Stati partecipanti hanno adottato una risoluzione per rafforzare la tutela dei giovani nello sport e promuovere misure concrete di prevenzione e controllo.

Il Principe Alberto II e la Principessa Charlène: proteggere i giovani attraverso lo sport

Ad aprire la conferenza è stato S.A.S. il Principe Alberto II, che ha ricordato il valore dello sport come strumento di incontro e coesione sociale. La pratica sportiva, ha sottolineato il Sovrano, possiede una capacità unica di avvicinare le persone e promuovere valori condivisi. Perché questa funzione possa realizzarsi pienamente, tuttavia, è indispensabile garantire a bambini e adolescenti un ambiente sicuro, inclusivo e rispettoso.

Particolarmente significativo è stato l’intervento della Principessa Charlène, ex nuotatrice olimpica e da anni impegnata nella promozione della sicurezza in acqua e nella protezione dell’infanzia attraverso la sua Fondazione.

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La Principessa ha ricordato che ogni bambino deve poter praticare sport sentendosi protetto, ascoltato e sostenuto. Il divertimento, la salute e il benessere dei giovani devono avere la precedenza sui risultati agonistici. Nessun atleta in età evolutiva dovrebbe sentirsi costretto a vincere a ogni costo, ignorare il dolore o temere di deludere allenatori e familiari.

Lo sport, infatti, contribuisce a sviluppare autostima, amicizia, fiducia e senso di appartenenza. Questi benefici rischiano però di essere compromessi quando la competizione diventa un’ossessione o quando i ragazzi non trovano adulti disponibili ad ascoltare le loro difficoltà.

Charlène ha quindi insistito sull’importanza di creare canali sicuri attraverso i quali i giovani possano segnalare situazioni di disagio, comportamenti inappropriati o eventuali abusi, con la certezza di essere presi sul serio e aiutati.

Nel suo intervento ha richiamato anche il programma «Start to Talk» del Consiglio d’Europa, iniziativa che sostiene le organizzazioni sportive nell’adozione di strumenti e procedure per prevenire gli abusi sui minori. Tra gli esempi citati, quello di Cipro, dove quattro federazioni sportive, compresa quella di nuoto, hanno introdotto specifiche misure di protezione.

Allenatori preparati e controlli: la sicurezza parte dalle società sportive

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Tra i temi affrontati durante la conferenza, particolare attenzione è stata dedicata alla formazione e alla selezione di allenatori, istruttori e responsabili delle attività sportive.

Nel corso di un incontro con la stampa, il segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset, e il ministro dell’Interno di Monaco, Lionel Beffre, hanno evidenziato la necessità di adottare regole condivise, verificare le qualifiche professionali e rafforzare la vigilanza all’interno di club e federazioni.

La preparazione tecnica, da sola, non è sufficiente per lavorare con bambini e adolescenti. Chi accompagna i giovani nel percorso sportivo deve possedere anche competenze educative e relazionali, essere in grado di riconoscere eventuali segnali di disagio e sapere come intervenire in presenza di situazioni a rischio.

La protezione dei minori richiede inoltre procedure chiare, responsabilità definite e una collaborazione costante tra società sportive, federazioni, autorità pubbliche e servizi competenti. La cooperazione tra i Paesi europei e lo scambio di esperienze potranno contribuire a rendere più efficaci le misure di prevenzione e a verificarne l’applicazione.

Benessere psicologico dei giovani atleti: vincere non può essere l’unica priorità

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Un altro punto centrale del confronto ha riguardato la salute mentale dei giovani sportivi. Le aspettative degli adulti, la pressione degli allenatori e la ricerca continua della prestazione possono trasformare lo sport da esperienza educativa e positiva in una fonte di ansia, paura e sofferenza.

Allenarsi, migliorare e misurarsi con gli altri sono aspetti importanti della crescita, ma il risultato non può diventare l’unico parametro per valutare il percorso di un bambino. La vittoria non deve mai prevalere sulla salute, sul rispetto della persona e sul diritto di vivere lo sport con serenità.

Per questo è fondamentale preparare adeguatamente allenatori e volontari, individuare figure adulte di riferimento e favorire un dialogo costante con le famiglie. I giovani devono sapere a chi rivolgersi quando vivono una situazione difficile e poter contare su un sistema capace di ascoltarli e proteggerli.

Alain Berset: i diritti dei bambini valgono anche sui campi sportivi

Il segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset, ha ribadito che i principi fondamentali dell’organizzazione devono essere rispettati anche nel mondo dello sport.

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«I diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto non si fermano ai margini del campo sportivo», ha dichiarato, ricordando il ruolo educativo della pratica sportiva nell’insegnare il rispetto delle regole, degli avversari e delle decisioni arbitrali.

Berset ha inoltre espresso apprezzamento per Monaco e per l’organizzazione della conferenza, che rappresenta uno degli appuntamenti significativi del semestre di presidenza monegasca del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa.

Monaco, adottata una risoluzione per uno sport più sicuro e inclusivo

La conferenza si è conclusa con l’adozione di una risoluzione dedicata alla protezione dei bambini e degli adolescenti nello sport. Il documento punta a rafforzare la collaborazione tra gli Stati e le organizzazioni sportive, promuovendo standard di tutela, formazione specifica, prevenzione degli abusi e strumenti di vigilanza.

La sfida, adesso, sarà trasformare gli impegni condivisi a Monaco in misure concrete, applicabili e verificabili all’interno delle società sportive. Un percorso che richiede il coinvolgimento di istituzioni, federazioni, allenatori, famiglie e di tutti coloro che accompagnano i giovani nella pratica sportiva.

Il messaggio emerso dal Grimaldi Forum è chiaro: lo sport deve essere un luogo di crescita, amicizia e benessere, nel quale ogni bambino possa sentirsi rispettato e al sicuro. Prima di formare campioni, lo sport deve contribuire a far crescere persone.

Ouverture Conseil de l’Europe Grimaldi Forum 2026

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