
MONACO – Cosa resta di un luogo quando la sua architettura cambia, un paesaggio viene trasformato o un edificio scompare? È da questa domanda che prende forma « Mémoire des lieux », la nuova esposizione organizzata dalla Direction des Affaires Culturelles de Monaco, in programma dal 1° ottobre 2026 al 24 gennaio 2027 alla Salle d’exposition du quai Antoine Ier.
La mostra propone uno sguardo sulla memoria del territorio monegasco attraverso opere d’arte, fotografie, installazioni audiovisive e interventi contemporanei. Un percorso che invita a osservare Monaco non soltanto come una città caratterizzata dalle sue architetture e dal suo patrimonio, ma come uno spazio in continua evoluzione, nel quale trasformazioni urbane, esperienze personali e testimonianze contribuiscono alla costruzione di una memoria collettiva.
Il tema centrale di « Mémoire des lieux » è il rapporto tra luoghi e memoria. La Principato è un territorio profondamente segnato dalle trasformazioni urbanistiche e dalla necessità di conciliare la conservazione del patrimonio con l’evoluzione della città.
Attraverso linguaggi artistici differenti, l’esposizione esplora proprio ciò che può sopravvivere ai cambiamenti materiali di un territorio. Architetture, racconti, immagini e percezioni diventano così tracce di una storia che continua a modificarsi nel tempo.
Il percorso espositivo suggerisce quindi una lettura alternativa di Monaco: non soltanto quella dei suoi luoghi più conosciuti, ma anche quella degli spazi meno visibili, delle infrastrutture, dei percorsi e degli ambienti che fanno parte della quotidianità della città.
A curare il progetto è Célia Bernasconi, Direttrice dell’Institut du Patrimoine. L’esposizione si inserisce nelle attività dedicate alla conservazione e alla valorizzazione delle opere e delle testimonianze che hanno contribuito alla storia culturale della Principato.
La memoria viene così interpretata non come qualcosa di immobile, ma come un patrimonio in costante dialogo con il presente. Le opere raccolte nella mostra permettono di riflettere sul modo in cui gli abitanti percepiscono, attraversano e ricordano gli spazi della città.
Tra i protagonisti dell’esposizione figura Gabriel-Noé Rosticher, artista invitato e diplomato al Pavillon Bosio nel 2023.
La sua ricerca artistica si concentra sull’ascolto e sulla percezione dell’ambiente circostante. Video, installazioni e opere tridimensionali diventano strumenti per indagare gli spazi urbani, prestando attenzione tanto agli elementi visibili quanto alle dimensioni sonore e immateriali dei luoghi.
Per « Mémoire des lieux », Rosticher ha realizzato un film inedito dedicato a Monaco. Il progetto costruisce una sorta di mappa sensoriale della Principato, attraversando luoghi e infrastrutture che normalmente rimangono sullo sfondo della rappresentazione della città.
Tunnel, gallerie, assi di circolazione, infrastrutture e aree interessate da trasformazioni urbanistiche entrano così nel racconto audiovisivo dell’artista. Ne emerge una Monaco osservata da una prospettiva diversa, fatta non solo di monumenti e panorami, ma anche di passaggi, rumori, percorsi e spazi di transizione.
Anche l’allestimento contribuisce alla lettura dell’esposizione. La scenografia di « Mémoire des lieux » è stata affidata a Louise Chatelain e Théophile Sargenti, nell’ambito del programma « Décors » del Pavillon Bosio.
Il progetto scenografico accompagna il visitatore all’interno di un percorso pensato per mettere in relazione le diverse opere e i molteplici livelli della memoria urbana.
La mostra sarà aperta al pubblico per quasi quattro mesi, offrendo l’opportunità di scoprire una prospettiva particolare sul patrimonio e sull’evoluzione del territorio monegasco.
Mémoire des lieux
Dove: Salle d’exposition du quai Antoine Ier, Monaco
Quando: dal 1° ottobre 2026 al 24 gennaio 2027
Orari: dal martedì alla domenica, dalle 12:00 alle 18:00
Ingresso: gratuito
L’esposizione rappresenta un’occasione per guardare Monaco attraverso la relazione tra arte contemporanea, patrimonio e memoria urbana, concentrandosi su quei luoghi e quelle tracce che continuano a raccontare la storia della Principato anche mentre la città cambia volto.
