Pubblicato il 10 Maggio 2017 da Sara Contestabile in Attualità, Eventi

“Borderline” la nuova esposizione monumentale al Museo Oceanografico di Monaco

L’artista Philippe Pasqua si é lasciato ispirare e trasportare da un forte messaggio ambientalista. Dalle sue sculture monumentali é quasi percettibile il grido disperato che porta all’attenzione con urgenza la protezione dei mari e degli oceani
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Immagine “Borderline” la nuova esposizione monumentale al Museo Oceanografico di Monaco

Il megalodonte che si vede appeso sulla sommità del Temple de la Mer é il pezzo principale di questa nuova e straordinaria esposizione ‘Borderline’. La nuova mostra monumentale durerà fino al 30 settembre e stupirà la maggior parte del pubblico, lasciando in tutti un ricordo vivido e senz’altro impressionante. Appena inaugurata, ‘Borderline’ di Philippe Pasqua, oltre a stupire inviterà i visitatori a una immediata riflessione. Sul tema quello urgente, attualissimo e tante volte ripetuto proprio da qui, Monaco e dal suo ultracentenario Museo Oceanografico: la protezione dell’ambiente e dei mari. Eccolo il megalodonte appeso che quasi sembra abbracciare ormai, bellissimo ma esanime e impotente, il suo creatore l’artista francese Philippe Pasqua e il direttore dell’Istituto Oceanografico e del Museo Robert Calcagno.

Who should be scared?

Forse ritroviamo l’ultimo megalodonte giacere qui sotto il riflesso del sole e delle nuvole, dopo un ultimo grido disperato? E chi davvero dovrebbe avere paura? Questo ci domandiamo lasciando le terrazze del museo monegasco, questo ‘Tempio del Mare’ voluto dal Principe Albert Ier e che dalla sua origine ha spalancate le porte all’arte, mentre ad altre domande e riflessioni ci invitano, fissandoci, gli scheletri monumetali di teste umane, di tartarughe preistoriche e di alberi secolari. Dal 2010, dopo il centenario del Museo Ocenografico, é stato ancora di più rafforzato il legame che qui vede incontrarsi e fondersi assieme scienza ed arte (un filrouge che sempre incontriamo a riprendere alla lettera le parole del suo fondatore il Principe Alberto I «Dans un même éclat, les deux forces directrices de la civilisation : l’art et la science» – Prince Albert Ier, 29 mars 1910). E ancora impresse nei ricordi sono le grandi mostre monumentali, fra i più grandi che hanno esposto Damien Hirst, Mark Dion, Marc Quinn. Ed oggi é la volta del francese, residente a Lisbona, Philippe Pasqua.

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La nostra mission statement – spiega il direttore Robert Calcagno direttore generale dell’Istituto Oceanografico e del museo – é quella di far conoscere e far proteggere gli Oceani. Studiamo grazie alla scienza, esploriamo, cerchiamo di vedere più lontano e di organizzare conferenze, presentare libri, organizzare incontri parlando ai nostri visitatori e spiegando la nostra mission. Ma sappiamo che non é ancora sufficiente perché c’é una grande differenza tra le informazioni di cui disponiamo oggi sugli oceani, con la consapevolezza delle minacce che incombono sui mari (come l’inquinamento e lo sfruttamento) da una parte e la conoscenza effettiva che ha il grande pubblico dall’altra. Noi vogliamo toccare il più ampio pubblico e per questo invitiamo l’arte e gli artisti che colgono questa sfida con noi nel raccontare al pubblico questo messaggio, con la loro sensibliità e la loro intimità – ha detto Calcagno. Ed é in questo contesto e con questo obiettivo che 5 anni fa Calcagno incontra Philippe Pasqua che volentieri accetto’ l’invito di trasformare la sua ispirazione e la sua arte in un forte messaggio che invita a riflettere sui mari e la loro protezione.

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-E’ un megalodonte in inox, antico ‘cugino’ dello squalo, che abbiamo riprodotto, di circa 10 metri in altezza – ci spega Philippe Pasqua mentre ci troviamo sulle terrazze del Museo dove da qualche settimana quest’opera ha addirittura modificato lo skyline dell’antica rocca –  é morto. E’ stato crocifisso dall’uomo, l’arco che vede dietro di lui rappresenta la croce –  Oltre questa del 2016, intitolata appunto con una provocazione “Who should be scared?” ci sono altre 7 opere nuove che Pasqua ha creato espressamente per questa esposizione – L’idea di creare questa mostra é scaturita proprio vedendo il museo e incontrando il direttore Calcagno che mi ha parlo’ della causa della protezione dell’ambiente. E l’idea di far dialogare arte e scienza, sul tema della protezione degli oceani, mi ha subito sedotto. Tra i materiali che ultizzo c’é di tutto: dal vetro, all’inox, dal bonzo, l’alluminio, l’acciaio – Philippe Pasqua é francese, oggi vive a Lisbona dove é residente e dove si trova il suo atelier, ma presto spera di trasferirsi  in Italia Penso che mi piacerebbe trasferirmi a Roma. Credo che sia bello vivere là, un posto un cui vivere tranquillo – E come gli chiediamo come e quando é nato il suo amore per l’arte risponde – Da molto tempo, da quando avevo 17 anni, non so dire perché. Ero sensibile all’arte. E’ stata un tela di Francis Bacon che mi ha fatto scattare l’ispirazione. E ho iniziato a dipingere –

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Santa Muerte

Tra le 12 opere monumentali di Philippe Pasqua qui esposte e che colpiranno il visitatore, ampiamente ci si é soffermati su ‘Santa Muerte’:  la scultura in bronzo al primo piano del museo che ritrae lo scheletro fossile della tartarugha marina ‘Archelon’, esistita 70/80 milioni di anni fa. Si tratta dell’animale preistorico che era 4 volte la più grande tartaruga marina esistente oggi. Nell’illustrare quest’opera il direttore Calcagno ha posto l’accento sui gravi pericoli che incombono sulla vita delle tartarughe marine: oggi le sette specie ancora esistenti sono in via di estinzione. Sempre nella continua stimolazione della sensiblità del pubblico, quest’archelon é avviluppata tra reti e boe da pesca, che sono oggi una delle principali cause di morte per le tartarughe marine.

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La prima opera che si incotrerà al pian terreno del museo si intitola ‘L’Effetto Specchio’: dietro le imponenti fauci di squalo spalancate, come mostra la fotografia, si trova uno specchio – Ho pensato che sarebbe stato interessante ritrovare il nostro volto riflesso dentro la gola di uno squalo – ha spiegato Pasqua. Accompagnato dal direttore Calcagno che oltre alle citazioni di Albert 1er in questo caso ha ricordato i primi versi della posesia ‘L’uomo e il mare’ di Baudelaire: – Sempre, uomo libero, amerai il mare! È il tuo specchio il mare: ti contempli l’anima –  Anche in questo caso si scoprirà il più poetico e profondo invito alla riflessione.

La mostra ‘Borderline’ di Philippe Pasqua durerà fino al 30 settembre 2017 . Per tutte le informazioni si puo’ consultare il sito del Museo Oceanografico www.oceano.mc infoline +377 93 15 36 00.

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