Pubblicato il 8 Gennaio 2024 da Redazione in Eventi

Il docufilm su Enzo Jannacci “Vengo anch’io” nel Principato di Monaco

Con il figlio musicista Paolo e il regista Giorgio Verdelli Mercoledì 17 gennaio alle 19,30 al Théâtre des Variétés.
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Immagine Il docufilm su Enzo Jannacci “Vengo anch’io” nel Principato di Monaco

Enzo Jannacci: uomo, medico e grande artista. La carriera del cantautore milanese nato nel 1935 e scomparso nel 2013, con il suo genio creativo musicale, l’energia e la sensibilità umana, sarà presentata ai soci e agli amici dell’Associazione Dante Alighieri Comitato di Monaco, con il patrocinio dell’Ambasciata Italiana. L’evento si terrà mercoledì 17 gennaio 2024 alle 19:30 presso il Théâtre des Variétés (ingresso libero e gratuito) con la proiezione del film documentario “Vengo Anch’io“, realizzato da Giorgio Verdelli.

Il famoso ritornello “Vengo anch’io. No tu no“, diventato un tormentone negli anni ’60, continua a essere risonante anche oggi. La proiezione nel Principato di Monaco di questa eccezionale pellicola, presentata fuori concorso al Festival del Cinema di Venezia 2023 e realizzata con materiale spesso inedito e interviste a personaggi famosi, sarà arricchita da un incontro con il regista Giorgio Verdelli e il figlio del cantautore, il musicista Paolo Jannacci. Paolo ha contribuito al racconto con ricordi e materiale d’archivio.

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Il film, che rende più intensi gli aneddoti e la storia della vita del cantautore (non tutti sanno che era anche un cardio-chirurgo), fa uso sapiente del montaggio, con Enzo Jannacci stesso come narratore.

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Questo evento segna l’inizio della programmazione del 2024 della Dante Alighieri Comitato di Monaco, e riaccenderà nei presenti il ricordo di canzoni non solo belle ed orecchiabili, ma anche intrise di ironia e realismo, diventate parte del patrimonio culturale italiano. Tra i successi ricordiamo “Ci vuole orecchio”, “Ho visto un re”, “El portava i scarp del tennis” (scritta in collaborazione con Dario Fo nel 1964), “Una fetta di limone”, “E la vita la vita”, “Quelli che…” e molti altri brani che testimoniano l’avventura esistenziale appassionata di Jannacci, al di là dei luoghi comuni.

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