Pubblicato da Sara Contestabile in Attualità, Eventi

“Borderline” la nuova esposizione monumentale al Museo Oceanografico di Monaco

L’artista Philippe Pasqua si é lasciato ispirare e trasportare da un forte messaggio ambientalista. Dalle sue sculture monumentali é quasi percettibile il grido disperato che porta all’attenzione con urgenza la protezione dei mari e degli oceani
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Immagine “Borderline” la nuova esposizione monumentale al Museo Oceanografico di Monaco

Il megalodonte che si vede appeso sulla sommità del Temple de la Mer é il pezzo principale di questa nuova e straordinaria esposizione ‘Borderline’. La nuova mostra monumentale durerà fino al 30 settembre e stupirà la maggior parte del pubblico, lasciando in tutti un ricordo vivido e senz’altro impressionante. Appena inaugurata, ‘Borderline’ di Philippe Pasqua, oltre a stupire inviterà i visitatori a una immediata riflessione. Sul tema quello urgente, attualissimo e tante volte ripetuto proprio da qui, Monaco e dal suo ultracentenario Museo Oceanografico: la protezione dell’ambiente e dei mari. Eccolo il megalodonte appeso che quasi sembra abbracciare ormai, bellissimo ma esanime e impotente, il suo creatore l’artista francese Philippe Pasqua e il direttore dell’Istituto Oceanografico e del Museo Robert Calcagno.

Who should be scared?

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Forse ritroviamo l’ultimo megalodonte giacere qui sotto il riflesso del sole e delle nuvole, dopo un ultimo grido disperato? E chi davvero dovrebbe avere paura? Questo ci domandiamo lasciando le terrazze del museo monegasco, questo ‘Tempio del Mare’ voluto dal Principe Albert Ier e che dalla sua origine ha spalancate le porte all’arte, mentre ad altre domande e riflessioni ci invitano, fissandoci, gli scheletri monumetali di teste umane, di tartarughe preistoriche e di alberi secolari. Dal 2010, dopo il centenario del Museo Ocenografico, é stato ancora di più rafforzato il legame che qui vede incontrarsi e fondersi assieme scienza ed arte (un filrouge che sempre incontriamo a riprendere alla lettera le parole del suo fondatore il Principe Alberto I «Dans un même éclat, les deux forces directrices de la civilisation : l’art et la science» – Prince Albert Ier, 29 mars 1910). E ancora impresse nei ricordi sono le grandi mostre monumentali, fra i più grandi che hanno esposto Damien Hirst, Mark Dion, Marc Quinn. Ed oggi é la volta del francese, residente a Lisbona, Philippe Pasqua.

La nostra mission statement – spiega il direttore Robert Calcagno direttore generale dell’Istituto Oceanografico e del museo – é quella di far conoscere e far proteggere gli Oceani. Studiamo grazie alla scienza, esploriamo, cerchiamo di vedere più lontano e di organizzare conferenze, presentare libri, organizzare incontri parlando ai nostri visitatori e spiegando la nostra mission. Ma sappiamo che non é ancora sufficiente perché c’é una grande differenza tra le informazioni di cui disponiamo oggi sugli oceani, con la consapevolezza delle minacce che incombono sui mari (come l’inquinamento e lo sfruttamento) da una parte e la conoscenza effettiva che ha il grande pubblico dall’altra. Noi vogliamo toccare il più ampio pubblico e per questo invitiamo l’arte e gli artisti che colgono questa sfida con noi nel raccontare al pubblico questo messaggio, con la loro sensibliità e la loro intimità – ha detto Calcagno. Ed é in questo contesto e con questo obiettivo che 5 anni fa Calcagno incontra Philippe Pasqua che volentieri accetto’ l’invito di trasformare la sua ispirazione e la sua arte in un forte messaggio che invita a riflettere sui mari e la loro protezione.

-E’ un megalodonte in inox, antico ‘cugino’ dello squalo, che abbiamo riprodotto, di circa 10 metri in altezza – ci spega Philippe Pasqua mentre ci troviamo sulle terrazze del Museo dove da qualche settimana quest’opera ha addirittura modificato lo skyline dell’antica rocca –  é morto. E’ stato crocifisso dall’uomo, l’arco che vede dietro di lui rappresenta la croce –  Oltre questa del 2016, intitolata appunto con una provocazione “Who should be scared?” ci sono altre 7 opere nuove che Pasqua ha creato espressamente per questa esposizione – L’idea di creare questa mostra é scaturita proprio vedendo il museo e incontrando il direttore Calcagno che mi ha parlo’ della causa della protezione dell’ambiente. E l’idea di far dialogare arte e scienza, sul tema della protezione degli oceani, mi ha subito sedotto. Tra i materiali che ultizzo c’é di tutto: dal vetro, all’inox, dal bonzo, l’alluminio, l’acciaio – Philippe Pasqua é francese, oggi vive a Lisbona dove é residente e dove si trova il suo atelier, ma presto spera di trasferirsi  in Italia Penso che mi piacerebbe trasferirmi a Roma. Credo che sia bello vivere là, un posto un cui vivere tranquillo – E come gli chiediamo come e quando é nato il suo amore per l’arte risponde – Da molto tempo, da quando avevo 17 anni, non so dire perché. Ero sensibile all’arte. E’ stata un tela di Francis Bacon che mi ha fatto scattare l’ispirazione. E ho iniziato a dipingere –

Santa Muerte

Tra le 12 opere monumentali di Philippe Pasqua qui esposte e che colpiranno il visitatore, ampiamente ci si é soffermati su ‘Santa Muerte’:  la scultura in bronzo al primo piano del museo che ritrae lo scheletro fossile della tartarugha marina ‘Archelon’, esistita 70/80 milioni di anni fa. Si tratta dell’animale preistorico che era 4 volte la più grande tartaruga marina esistente oggi. Nell’illustrare quest’opera il direttore Calcagno ha posto l’accento sui gravi pericoli che incombono sulla vita delle tartarughe marine: oggi le sette specie ancora esistenti sono in via di estinzione. Sempre nella continua stimolazione della sensiblità del pubblico, quest’archelon é avviluppata tra reti e boe da pesca, che sono oggi una delle principali cause di morte per le tartarughe marine.

La prima opera che si incotrerà al pian terreno del museo si intitola ‘L’Effetto Specchio’: dietro le imponenti fauci di squalo spalancate, come mostra la fotografia, si trova uno specchio – Ho pensato che sarebbe stato interessante ritrovare il nostro volto riflesso dentro la gola di uno squalo – ha spiegato Pasqua. Accompagnato dal direttore Calcagno che oltre alle citazioni di Albert 1er in questo caso ha ricordato i primi versi della posesia ‘L’uomo e il mare’ di Baudelaire: – Sempre, uomo libero, amerai il mare! È il tuo specchio il mare: ti contempli l’anima –  Anche in questo caso si scoprirà il più poetico e profondo invito alla riflessione.

La mostra ‘Borderline’ di Philippe Pasqua durerà fino al 30 settembre 2017 . Per tutte le informazioni si puo’ consultare il sito del Museo Oceanografico www.oceano.mc infoline +377 93 15 36 00.

Vanità

 

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