
Il Principato di Monaco si prepara a celebrare Wolfgang Amadeus Mozart attraverso un evento che unisce musica classica e arte contemporanea. Giovedì 29 ottobre 2026, alle ore 19, la Cattedrale di Monaco ospiterà l’esecuzione del celebre Requiem in re minore K. 626, una delle composizioni più emblematiche del repertorio sacro, in occasione del 235° anniversario della morte del compositore austriaco.
La serata, organizzata sotto l’Alto Patronato del Principe Alberto II, si annuncia come un appuntamento di rilievo per la vita culturale del Principato. Accanto all’omaggio musicale, il programma prevede infatti la presentazione di una scultura dedicata a Mozart, realizzata dall’artista brasiliano Marcos Marín e destinata alla città di Salisburgo, luogo natale del compositore.
La Cattedrale di Monaco farà da cornice a una grande esecuzione del Requiem in re minore K. 626, capolavoro rimasto incompiuto alla morte di Mozart, avvenuta nel 1791. La composizione, caratterizzata da una forte intensità drammatica e spirituale, continua a rappresentare una delle pagine più significative della musica sacra occidentale.
Per l’occasione saranno coinvolti complessivamente 170 interpreti, tra orchestra, coro e solisti. L’Orchestra Melos Filarmonica di Torino, con i suoi 60 musicisti, accompagnerà i 106 componenti del Coro Filharmonia di Sanremo, dando vita a un organico imponente pensato per valorizzare la ricchezza sonora e la profondità espressiva dell’opera.
Le parti solistiche saranno affidate al soprano Corinne Parenti, al contralto Claudia Cesarano, al tenore Massimo La Guardia e al basso Matthew Thistleton. La direzione musicale sarà curata da Frédéric Deloche.
L’incontro tra le voci, l’orchestra e l’acustica della Cattedrale promette di restituire tutta la forza evocativa di una partitura che, a oltre due secoli dalla sua composizione, continua a coinvolgere pubblici di generazioni diverse.
Il programma della serata non si concluderà con l’esecuzione musicale. Al termine del concerto sarà svelata una scultura dedicata a Mozart, alta 117 centimetri e realizzata appositamente per l’occasione da Marcos Marín, artista brasiliano conosciuto a livello internazionale per le sue opere legate all’arte ottica.
Il progetto prende ispirazione da un ritratto del compositore realizzato a Dresda nel 1789 e conservato dalla Fondazione Internazionale Mozarteum di Salisburgo. Da questa immagine storica nasce una nuova interpretazione artistica, concepita per mettere in dialogo la memoria del musicista con i linguaggi dell’arte contemporanea.
La scultura sarà donata alla Fondazione Mozarteum, istituzione di riferimento internazionale per la conservazione, lo studio e la valorizzazione dell’eredità mozartiana. Il trasferimento dell’opera a Salisburgo conferisce all’iniziativa una dimensione che supera i confini del Principato, trasformando l’omaggio in un gesto concreto di collaborazione culturale.
A rendere possibile l’iniziativa è il mecenate Riccardo De Caria, da anni impegnato nel sostegno alla vita musicale di Monaco. Il suo contributo finanzia sia il concerto dedicato al Requiem sia la realizzazione della scultura di Marcos Marín.
Il progetto testimonia il ruolo che il mecenatismo può svolgere nella promozione della cultura, sostenendo manifestazioni capaci di coinvolgere interpreti, artisti e istituzioni internazionali. In questo caso, il sostegno economico si traduce in un programma che accosta la tradizione musicale europea alla ricerca artistica contemporanea, valorizzando al tempo stesso il patrimonio culturale legato a Mozart.
All’organizzazione partecipano inoltre l’Associazione Monaco Baltic States e il Consolato d’Austria a Monaco, contribuendo alla dimensione internazionale dell’appuntamento.
L’evento del 29 ottobre rappresenta un’occasione per rafforzare il legame culturale tra il Principato di Monaco e Salisburgo, la città austriaca in cui Mozart nacque nel 1756. Il concerto nella Cattedrale e la donazione della scultura alla Fondazione Mozarteum costituiscono due momenti complementari di un unico progetto: da una parte, la musica restituisce attualità a una delle opere più intense del compositore; dall’altra, l’arte contemporanea ne rinnova l’immagine attraverso una nuova forma espressiva.
A 235 anni dalla scomparsa di Mozart, la sua eredità continua così a offrire occasioni di incontro tra culture, discipline artistiche e istituzioni. La celebrazione monegasca si inserisce in questa prospettiva, affidando alla musica e all’arte il compito di mantenere vivo il dialogo con uno dei protagonisti assoluti della storia musicale europea.
Il Requiem nella Cattedrale e la scultura destinata a Salisburgo delineano un omaggio che guarda al passato senza rinunciare al presente, confermando la capacità dell’opera mozartiana di attraversare i secoli e parlare ancora al pubblico contemporaneo.
