
L’intelligenza artificiale si prepara a trasformare anche il modo in cui gli atleti comunicano con il pubblico. A Monaco, tra i protagonisti di questa evoluzione c’è Leonardo Bonucci, ex difensore della Juventus e della Nazionale italiana, oggi impegnato anche nel mondo dell’innovazione tecnologica come investitore della startup Veevi.
Bonucci ha partecipato a una serata organizzata dalla società in occasione di SPORTEL Monaco 2026, l’appuntamento internazionale dedicato ai media sportivi, ai diritti audiovisivi e alle nuove tecnologie, ospitato al Grimaldi Forum. Al centro dell’incontro, una delle applicazioni più interessanti dell’intelligenza artificiale nello sport: la creazione di gemelli digitali degli atleti, strumenti destinati a cambiare il rapporto tra campioni, tifosi, sponsor e organizzazioni sportive.
La startup Veevi sviluppa rappresentazioni digitali degli sportivi che, con il consenso dei diretti interessati, possono essere utilizzate per realizzare video, campagne pubblicitarie e contenuti destinati alle piattaforme digitali.
Il principio è quello di creare una versione virtuale dell’atleta capace di partecipare a determinate produzioni senza richiedere ogni volta la sua presenza fisica. Una possibilità che potrebbe semplificare la realizzazione di contenuti per club, sponsor e partner commerciali, riducendo il tempo che gli sportivi devono dedicare agli impegni promozionali.
Secondo il modello presentato dalla società, il controllo dell’immagine e dell’identità digitale resta un elemento centrale: l’utilizzo del gemello virtuale deve essere autorizzato dall’atleta, che mantiene un ruolo determinante nella gestione della propria rappresentazione.
Non si tratta soltanto di una nuova tecnologia audiovisiva, ma di un possibile cambiamento nel mercato della comunicazione sportiva, dove la presenza digitale dei campioni assume un valore crescente.
Le applicazioni dei gemelli digitali possono estendersi a diversi ambiti: dalle campagne pubblicitarie ai contenuti per i social network, fino ai progetti editoriali e alle iniziative promosse dalle società sportive.
Tra le collaborazioni citate da Veevi figurano un progetto pubblicitario con la tennista Aryna Sabalenka per WHOOP, la partecipazione al programma d’innovazione Juventus Forward e la produzione di contenuti destinati alle trasmissioni della Serie A.
Questi esempi mostrano come l’intelligenza artificiale possa offrire nuove opportunità commerciali e creative, consentendo di adattare i contenuti a differenti canali e pubblici. Allo stesso tempo, l’impiego di identità digitali richiede regole chiare per proteggere gli atleti e garantire un utilizzo trasparente delle loro immagini.
Alla serata monegasca era presente anche Giulia Conti, velista italiana con quattro partecipazioni olimpiche, vincitrice dell’America’s Cup femminile con Luna Rossa e coinvolta nel progetto Ferrari Hypersail.
La sua presenza ha contribuito ad allargare il confronto oltre il calcio, mostrando come queste tecnologie possano interessare discipline sportive differenti.
Per gli atleti, infatti, la gestione della propria immagine è diventata una componente sempre più impegnativa della carriera. Alle ore dedicate agli allenamenti, alle competizioni e al recupero si aggiungono quelle necessarie per partecipare a interviste, registrazioni, campagne pubblicitarie e attività sui social network.
Un gemello digitale potrebbe offrire maggiore flessibilità, permettendo di mantenere un rapporto costante con i tifosi senza sottrarre troppo tempo alla preparazione. Il vantaggio, tuttavia, dipende dalla capacità di utilizzare questi strumenti nel rispetto della volontà dell’atleta e della fiducia del pubblico.
L’investimento di Leonardo Bonucci in Veevi testimonia il crescente interesse degli sportivi professionisti verso le imprese tecnologiche e i nuovi modelli di business legati all’intelligenza artificiale.
Gli atleti non sono più soltanto protagonisti delle competizioni, ma anche figure centrali nell’economia dei contenuti digitali. La loro immagine, la loro reputazione e la relazione costruita con i tifosi rappresentano risorse che possono essere valorizzate attraverso strumenti innovativi, purché accompagnati da adeguate garanzie.
Nel corso dell’incontro, Luca Bona, amministratore delegato e cofondatore di Veevi, ha richiamato una riflessione attribuita al Principe Alberto II sul ruolo dell’intelligenza artificiale: gli algoritmi dovrebbero aiutare le persone a prendere decisioni migliori, senza sostituirsi al giudizio umano.
È un principio che si presta particolarmente al mondo dello sport, dove la tecnologia può ampliare le possibilità di comunicazione e produzione, ma non dovrebbe cancellare il ruolo e la responsabilità delle persone.
Accanto alle opportunità commerciali, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale solleva questioni importanti. Chi autorizza la creazione di un gemello digitale? Per quali finalità può essere utilizzato? E quali garanzie impediscono che una rappresentazione virtuale venga impiegata fuori dal contesto concordato?
Un altro tema riguarda la trasparenza nei confronti dei tifosi. Diventa fondamentale distinguere un contenuto realizzato direttamente da uno sportivo da un video generato attraverso la sua replica digitale, soprattutto quando il messaggio è destinato a una campagna pubblicitaria o può influenzare le opinioni del pubblico.
Il consenso dell’atleta, la protezione dei diritti d’immagine e la corretta identificazione dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale saranno quindi elementi decisivi per lo sviluppo di questo mercato.
La sfida non consiste soltanto nel creare repliche digitali sempre più realistiche, ma nel definire un modello di utilizzo affidabile, nel quale innovazione e tutela dell’identità procedano insieme.
La presenza di Leonardo Bonucci all’evento organizzato da Veevi conferma il ruolo di Monaco come punto d’incontro tra sport, media e innovazione. Manifestazioni internazionali come SPORTEL offrono infatti un’occasione di confronto tra atleti, imprese tecnologiche, operatori televisivi e professionisti della comunicazione.
I gemelli digitali potrebbero diventare uno degli strumenti più utilizzati nella futura industria sportiva, aprendo nuove possibilità per la produzione di contenuti e la relazione con i tifosi. Il loro successo dipenderà però non soltanto dalla qualità tecnologica, ma anche dalla capacità di garantire consenso, sicurezza e trasparenza.
L’intelligenza artificiale entra così in una nuova fase della comunicazione sportiva: un’evoluzione che promette maggiore flessibilità e nuove opportunità, ma che richiede regole precise per fare in modo che la tecnologia resti al servizio degli atleti e del pubblico.
