Pubblicato il 19 Febbraio 2024 da Redazione in Eventi, Nizza

Les Jardins du regard // 15 marzo – 13 aprile 2023″

Aperto mercoledì e sabato dalle 15:00 alle 18:30
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Immagine Les Jardins du regard // 15 marzo – 13 aprile 2023″

La Maison Abandonnée riprende il suo corso e presenta, a partire dal 16 marzo, una mostra sul tema dei giardini: “Les Jardins du Regard”.

Cinque artisti, legati dal loro interesse per la natura, offrono la loro visione del paesaggio mediterraneo attraverso diverse pratiche artistiche: fotografia, disegno, pittura, scultura…

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La Costa Azzurra è una terra ricca, dove la presenza onnipervasiva della natura nei dintorni delle città e la dolcezza del clima incoraggiano a vivere fuori casa. La natura, spesso indomita, si sviluppa in modo invadente e selvaggio.

Di fronte alle sfide climatiche, le attuali politiche urbane mirano a rivitalizzare le città cercando di contribuire alla regolarizzazione del clima. Da giardino ornamentale, diventa indispensabile per il sostentamento della vita all’interno dello spazio urbano.

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Bertrand Cochard, aggregato e dottore in filosofia, autore di un testo che apparirà nel catalogo della mostra, approfitterà anche dell’occasione per tenere una conferenza e creare un momento di scambio sulle riflessioni che verranno fatte dai visitatori.

Bertrand Cochard | Jacqueline Gainon | Favret & Manez | Céline Marin| Maxime Parodi | JP Racca Vammerisse

Vernissage venerdì 15 marzo alle 18:30

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16 marzo – 13 aprile 2023

Aperto mercoledì e sabato dalle 15:00 alle 18:30

Altri giorni su appuntamento: helene.fincker@villacameline.fr o testo al +33 (0)7 83 82 05 86


IN ARRIVO…

L’Éternité, si possible

UNA COPRODUZIONE ARTISTICA FRANCO-CANADESE

8 giugno – 13 luglio

Nel 2018, la mostra Le Cabinet atomique è stata presentata a La Maison Abandonnée [Villa Cameline] e affrontava l’idea dell’addomesticamento quotidiano del nucleare, con l’atomo che rappresenta l’energia del futuro e l’inizio della fine dei tempi. La proposta presentava i pericoli banalizzati: le centrali nucleari che si inseriscono nel paesaggio; gli esperimenti in Corea del Nord e in Polinesia; la gestione delicata dei rifiuti radioattivi. Dall’epoca di quella mostra, la pandemia ha colpito, la crisi climatica è finalmente entrata nel vocabolario dei potenti e la possibilità di una guerra nucleare oscura l’orizzonte.

Nella nostra storia contemporanea, l’umanità è stata e è ancora confrontata in molteplici modi con la sua annichilazione, o almeno con la sua grande vulnerabilità. Ma affinché possa immaginare davvero la sua scomparsa, l’essere umano ha bisogno di fatti reali in cui l’eschatologia esce dai discorsi filosofici o teologici per diventare una possibilità tangibile. Come risposta, le minacce si sono moltiplicate, senza mai scomparire, ma piuttosto si sono aggiunte l’una all’altra.

Il progetto espositivo L’éternité, si possible si inserisce in questa attualità segnata dalla multipolarità delle fonti di rischio e si preannuncia come il proseguimento di una riflessione sulla nozione di sopravvivenza in questi tempi incerti.

I due curatori e gli otto artisti, 4 francesi e 4 canadesi, esploreranno diversi aspetti o simulacri della distruzione dei nostri modi di vita, attraverso opere d’arte contemporanea, visive e letterarie. I percorsi museali saranno presentati come un racconto anticipatorio. L’essere umano si è dotato del potere divino di distruggere il mondo.

E è al ritmo del ticchettio dell’orologio apocalittico (“doomsday clock”) che le opere mostreranno un passato irreversibile, un presente preoccupante e un futuro alquanto incerto, illustrando al contempo quel potente desiderio intrinseco alla nostra umanità occidentale, ovvero quello di essere eterno.