Pubblicato il 22 Settembre 2026 da Redazione in Antibes, Attualità, Eventi

Jammin’Juan 2026 a Juan-les-Pins: il jazz emergente europeo cerca le sue nuove stelle

Il 29 e 30 ottobre il Palais des Congrès Antipolis ospita la nona edizione di Jammin’Juan, il mercato professionale del jazz che porta sulla Costa Azzurra dodici formazioni emergenti. In programma anche i concerti di Setenta e Ink e un appuntamento dedicato ai bambini
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Immagine Jammin’Juan 2026 a Juan-les-Pins: il jazz emergente europeo cerca le sue nuove stelle

Per due giorni, Juan-les-Pins torna al centro della scena jazz europea con Jammin’Juan, appuntamento dedicato alla scoperta dei nuovi talenti e all’incontro tra musicisti e professionisti dell’industria musicale. La nona edizione del mercato professionale del jazz si svolgerà il 29 e 30 ottobre 2026 al Palais des Congrès Antipolis, trasformando la Costa Azzurra in un punto di incontro per artisti, programmatori, festival, sale da concerto, club, agenti e media.

Non una semplice rassegna di concerti, dunque, ma una vera piattaforma dedicata alla promozione e alla circolazione del jazz emergente. L’obiettivo di Jammin’Juan è creare occasioni concrete di incontro tra gli artisti e gli operatori che possono contribuire a portare la loro musica sui palchi europei e internazionali.

Dodici showcase per scoprire il jazz di domani

Il cuore della manifestazione sarà rappresentato dagli showcase professionali, dodici in totale, sei per ciascuna giornata. Ogni formazione avrà a disposizione 35 minuti per presentare il proprio progetto davanti a programmatori, giornalisti e pubblico.

Giovedì 29 ottobre il programma proporrà Jennings/Perchaud Duo Acoustique, Buck, Knobil, Anthony Jambon Group, Awa Ly e Matti Klein Soul Trio.

Venerdì 30 ottobre sarà invece la volta di Crozphonics, Nicolas Gardel Quartet, Nils Kassap & Friends, Bram de Looze Solo, Johan Dupont Trio ed Elise Vassallucci Quintet.

Una selezione internazionale che conferma la vocazione di Jammin’Juan come spazio dedicato alla scoperta di nuovi linguaggi e alla valorizzazione di musicisti ancora in fase di affermazione.

Jammin’Juan, dove il jazz incontra l’industria musicale

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La particolarità di Jammin’Juan risiede proprio nel suo carattere professionale. Gli showcase sono pensati come un’occasione di incontro tra gli artisti e i protagonisti dell’ecosistema musicale: festival, sale da concerto, club, agenzie, media e programmatori.

La formula punta quindi a favorire il networking e a trasformare l’esibizione dal vivo in una possibile opportunità professionale. Juan-les-Pins diventa così, per due giornate, un laboratorio internazionale nel quale ascoltare progetti emergenti e individuare i nomi destinati a entrare nei programmi dei festival e delle sale da concerto.

Setenta apre i concerti serali

Accanto agli appuntamenti professionali, Jammin’Juan propone due concerti serali aperti al pubblico.

Giovedì 29 ottobre, alle 21, sarà protagonista Setenta, formazione parigina nata nel 2006 e diventata negli anni una delle realtà internazionali di riferimento nel latin jazz funk.

Guidato dal cantante e produttore Osman Jr, il gruppo costruisce un sound che attraversa jazz latino, soul, funk, hip hop e influenze afro-cubane. Nel 2026, a vent’anni dalla sua nascita, Setenta apre inoltre una nuova fase del proprio percorso artistico, con un approccio che guarda alla tradizione nuyoricana e all’incontro tra hip hop e jazz.

Ink tra improvvisazione jazz e radici africane

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Venerdì 30 ottobre sarà invece il turno di Ink, progetto guidato dal batterista e compositore Victor Gachet.

La formazione, composta da sette musicisti, esplora il rapporto tra improvvisazione jazz e tradizioni orali africane, sviluppando un linguaggio musicale nel quale contemporaneità e radici culturali dialogano costantemente.

Il progetto si inserisce nel percorso avviato con l’album African Roots e proseguito con il nuovo singolo Deni, brano che mette in relazione il canto burkinabè con il jazz contemporaneo.

Anche i bambini protagonisti di Jammin’Juan

La musica uscirà inoltre dagli spazi del Palais des Congrès per raggiungere un pubblico più giovane.

Venerdì 30 ottobre, alla Médiathèque Albert Camus, è infatti previsto Rajasthan Express, un viaggio musicale dedicato al Rajasthan e pensato per avvicinare bambini e famiglie alla musica e al jazz attraverso un’esperienza accessibile e coinvolgente.

Un appuntamento che amplia la proposta di Jammin’Juan e conferma l’attenzione della manifestazione alla diffusione della cultura musicale anche tra le nuove generazioni.

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Biglietti e pass per Jammin’Juan 2026

La manifestazione mantiene una doppia vocazione: da una parte il carattere professionale, con showcase e occasioni di networking; dall’altra una programmazione aperta al pubblico attraverso i concerti serali e gli appuntamenti dedicati alle famiglie.

Per gli showcase, il pass costa 12 euro per una giornata e 20 euro per entrambe.

I concerti serali hanno un prezzo di 15 euro, con tariffa ridotta a 12 euro. È inoltre disponibile un forfait per entrambe le serate al costo di 28 euro, oppure 22 euro per la tariffa ridotta.

Per i professionisti del settore sono previsti pass dedicati: 55 euro per una giornata e 100 euro per due giornate, comprensivi dei relativi ingressi e delle cene.

Juan-les-Pins capitale del jazz emergente

Con la nona edizione di Jammin’Juan, Juan-les-Pins si prepara dunque ad accogliere due giornate dedicate al presente e soprattutto al futuro del jazz.

Da una parte i musicisti che cercano nuovi spazi e nuove opportunità; dall’altra programmatori, festival, media e professionisti alla ricerca dei progetti capaci di raccontare l’evoluzione del genere.

È proprio in questo incontro che si trova la scommessa di Jammin’Juan 2026: trasformare la Costa Azzurra in un punto di riferimento europeo per il jazz emergente e offrire ai talenti di oggi la possibilità di conquistare i palchi di domani.