
Per due giorni, Juan-les-Pins torna al centro della scena jazz europea con Jammin’Juan, appuntamento dedicato alla scoperta dei nuovi talenti e all’incontro tra musicisti e professionisti dell’industria musicale. La nona edizione del mercato professionale del jazz si svolgerà il 29 e 30 ottobre 2026 al Palais des Congrès Antipolis, trasformando la Costa Azzurra in un punto di incontro per artisti, programmatori, festival, sale da concerto, club, agenti e media.
Non una semplice rassegna di concerti, dunque, ma una vera piattaforma dedicata alla promozione e alla circolazione del jazz emergente. L’obiettivo di Jammin’Juan è creare occasioni concrete di incontro tra gli artisti e gli operatori che possono contribuire a portare la loro musica sui palchi europei e internazionali.
Il cuore della manifestazione sarà rappresentato dagli showcase professionali, dodici in totale, sei per ciascuna giornata. Ogni formazione avrà a disposizione 35 minuti per presentare il proprio progetto davanti a programmatori, giornalisti e pubblico.
Giovedì 29 ottobre il programma proporrà Jennings/Perchaud Duo Acoustique, Buck, Knobil, Anthony Jambon Group, Awa Ly e Matti Klein Soul Trio.
Venerdì 30 ottobre sarà invece la volta di Crozphonics, Nicolas Gardel Quartet, Nils Kassap & Friends, Bram de Looze Solo, Johan Dupont Trio ed Elise Vassallucci Quintet.
Una selezione internazionale che conferma la vocazione di Jammin’Juan come spazio dedicato alla scoperta di nuovi linguaggi e alla valorizzazione di musicisti ancora in fase di affermazione.
La particolarità di Jammin’Juan risiede proprio nel suo carattere professionale. Gli showcase sono pensati come un’occasione di incontro tra gli artisti e i protagonisti dell’ecosistema musicale: festival, sale da concerto, club, agenzie, media e programmatori.
La formula punta quindi a favorire il networking e a trasformare l’esibizione dal vivo in una possibile opportunità professionale. Juan-les-Pins diventa così, per due giornate, un laboratorio internazionale nel quale ascoltare progetti emergenti e individuare i nomi destinati a entrare nei programmi dei festival e delle sale da concerto.
Accanto agli appuntamenti professionali, Jammin’Juan propone due concerti serali aperti al pubblico.
Giovedì 29 ottobre, alle 21, sarà protagonista Setenta, formazione parigina nata nel 2006 e diventata negli anni una delle realtà internazionali di riferimento nel latin jazz funk.
Guidato dal cantante e produttore Osman Jr, il gruppo costruisce un sound che attraversa jazz latino, soul, funk, hip hop e influenze afro-cubane. Nel 2026, a vent’anni dalla sua nascita, Setenta apre inoltre una nuova fase del proprio percorso artistico, con un approccio che guarda alla tradizione nuyoricana e all’incontro tra hip hop e jazz.
Venerdì 30 ottobre sarà invece il turno di Ink, progetto guidato dal batterista e compositore Victor Gachet.
La formazione, composta da sette musicisti, esplora il rapporto tra improvvisazione jazz e tradizioni orali africane, sviluppando un linguaggio musicale nel quale contemporaneità e radici culturali dialogano costantemente.
Il progetto si inserisce nel percorso avviato con l’album African Roots e proseguito con il nuovo singolo Deni, brano che mette in relazione il canto burkinabè con il jazz contemporaneo.
La musica uscirà inoltre dagli spazi del Palais des Congrès per raggiungere un pubblico più giovane.
Venerdì 30 ottobre, alla Médiathèque Albert Camus, è infatti previsto Rajasthan Express, un viaggio musicale dedicato al Rajasthan e pensato per avvicinare bambini e famiglie alla musica e al jazz attraverso un’esperienza accessibile e coinvolgente.
Un appuntamento che amplia la proposta di Jammin’Juan e conferma l’attenzione della manifestazione alla diffusione della cultura musicale anche tra le nuove generazioni.
La manifestazione mantiene una doppia vocazione: da una parte il carattere professionale, con showcase e occasioni di networking; dall’altra una programmazione aperta al pubblico attraverso i concerti serali e gli appuntamenti dedicati alle famiglie.
Per gli showcase, il pass costa 12 euro per una giornata e 20 euro per entrambe.
I concerti serali hanno un prezzo di 15 euro, con tariffa ridotta a 12 euro. È inoltre disponibile un forfait per entrambe le serate al costo di 28 euro, oppure 22 euro per la tariffa ridotta.
Per i professionisti del settore sono previsti pass dedicati: 55 euro per una giornata e 100 euro per due giornate, comprensivi dei relativi ingressi e delle cene.
Con la nona edizione di Jammin’Juan, Juan-les-Pins si prepara dunque ad accogliere due giornate dedicate al presente e soprattutto al futuro del jazz.
Da una parte i musicisti che cercano nuovi spazi e nuove opportunità; dall’altra programmatori, festival, media e professionisti alla ricerca dei progetti capaci di raccontare l’evoluzione del genere.
È proprio in questo incontro che si trova la scommessa di Jammin’Juan 2026: trasformare la Costa Azzurra in un punto di riferimento europeo per il jazz emergente e offrire ai talenti di oggi la possibilità di conquistare i palchi di domani.